martedì 28 agosto 2012

FRANCESCO DE GREGORI - RIMMEL


IL SIGNIFICATO DI...

FRANCESCO DE GREGORI
RIMMEL
(Francesco De Gregori, 1975, RCA)








Francesco De Gregori è sicuramente riconosciuto, sia dal pubblico che dalla critica, come uno tra i più importanti esponenti della musica d'autore.

Cantuatore enigmatico e particolare, De Gregori fa dei giochi di parole e delle figure retoriche una caratteristica principale della sua scrittura, molto allegorica e perciò incline a diverse interpretazioni.

Tra le canzoni più conosciute del Principe De Gregori troviamo sicuramente Rimmel, un brano intenso che, attraverso una musica malinconica, ma serena, racconta la fine di una storia d'amore.

E' proprio questo connubio tra musica e parole che ci proietta in un'atmosfera di calma interiore, un traguardo raro da raggiungere alla fine di una relazione.

e qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure

Con una frase semplice, De Gregori ci riporta a una realtà comune ad ogni storia conclusa. Quel "qualcosa che rimane" sono le abitudini che cambiano le persone anche oltre la fine di una relazione. 
Questa situazione non è però sintomo di malessere: è una storia conclusa con amarezza, ma senza rancori e senza accuse.

e cancello il tuo nome dalla mia facciata

Ogni relazione porta a completarsi e quando finisce bisogna dimenticare quello che ci rimane dell'altra persona. Così "cancellare il nome dalla mia facciata" significa cancellare dalla propria esteriorità tutto quello che ci è appartenuto e non ci appartiene più

e confondo i miei alibi e le tue ragioni
i miei alibi e le tue ragioni

Così i ricordi col tempo si fanno meno nitidi, si smaltisce la rabbia e con lei si dimenticano le colpe, fino ad arrivare a confondere "i miei alibi e le tue ragioni".

chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma uno zingaro è un trucco e un futuro invadente

Dietro queste frasi si cela un'immagine: qualcuno ha previsto un destino felice, ma ogni previsione è un gioco di cui non si ha alcuna certezza, anzi il più delle volte ingannevole. La relazione era stata prevista e interpretata sin dall'inizio, in ogni dettaglio, fino a far diventare "invadente" il futuro.

fossi stato un po' più giovane l'avrei distrutto con la fantasia
l'avrei stracciato con la fantasia

Questo destino profetizzato non si è avverato, ma il rammarico è nel non essere riusciti a crearne uno diverso, almeno nell'immaginazione. La storia dello zingaro è realmente capitata a De Gregori.

ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro ancora

Arrivati all'epilogo della relazione non c'è più bisogno di pensare al passato. Nuove labbra da baciare, una nuova faccia da sovrapporre a quella passata.

i tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Qui ritorna la figura delle carte. Dietro questa storia c'è stato un bluff, perciò il gioco non è stato limpido. Così adesso si può ripetere lo stesso inganno o lo si può nascondere.

De Gregori rende simili gli assi ai due amanti persi: la loro relazione, così come quegli assi di seme uguale, è stata un bluff che ha ingannato tutti coloro che avevano previsto per entrambi un destino roseo. Nonostante ciò i due sono riusciti a rimanere in buoni rapporti, al di là degli inganni e delle aspettative disattese.

santa voglia di vivere e dolce Venere di rimmel

La relazione è finita ma invece della disperazione subentra la serenità, oltre a un affetto verso quella Venere ormai persa, con i suoi trucchi.

come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevo ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi

Qui, in un gioco di parole, ritorna l'elemento delle carte: "Come Quando Fuori Pioveva" indica i quattro semi del mazzo di carte (cuori, quadri, fiori, picche). E in questa partita lei domanda a lui se per caso ha ancora quella foto. Il significato della foto lo scopriremo subito dopo.

ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia e sulla tua persona
e quando io, senza capire, ho detto sì
mi hai detto: "è tutto quello che hai di me"
è tutto quello che ho di te

E' questa la strofa dove scopriamo il bluff. Lei è oramai inerte ai sentimenti, tanto da far passare il vento sulla sua persona. Lui risponde: "sì, ho ancora quella foto". Ed è in questo momento che lei chiude la partita, dicendogli che è solo quella foto ciò che gli rimane.

C'è una differenza temporale tra la terza e la quarta riga: nella terza, l'azione si riferisce al passato, in un momento di inconsapevolezza, in cui De Gregori non capisce il significato della risposta. Solo adesso, nella quarta riga, che infatti è al tempo presente, può riuscire a comprendere cosa significasse quella frase

ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro ancora
i tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi 
o farli rimanere buoni amici come noi

E' caratteristico l'uso delle parole come metafore, tipiche della scrittura del Principe. In questa canzone è inoltre evidente l'omaggio di De Gregori ad una sua passione, il poker.

Ma in sostanza: cosa rappresenta Rimmel? E' la metafora di un amore, tattico e pieno di trucchi, diverso da come appare. Parliamo del 1975, gli stessi anni in cui Baglioni scalava le classifiche scrivendo "Questo piccolo grande amore" e "Sabato pomeriggio".

Questa canzone d'amore rappresenta un piccolo paradosso. E' un amore che finisce bene, nonostante gli inganni. Un amore dove si dimenticano le colpe e dove c'è malinconia, ma non rancore.

E come si fa a far finire un amore senza rancore? Vivendo il tutto come se fosse una partita. Si può perdere, poi vincere, colpire e sbagliare. Ma in fondo è solo un gioco.


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